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Geografie
Un luogo lontano. Un habitat originario. Una pianta nel suo ambiente. Così Geografie racconta i territori da cui arrivano le piante che coltiviamo, là dove crescono spontanee. Un luogo alla volta.


Kas Plateau, Ghati Occidentali
Le montagne più antiche non sono le più alte. I Ghati Occidentali corrono per milleseicento chilometri lungo il fianco ovest dell'India, e sono più vecchi dell'Himalaya: una catena bassa, erosa, che esisteva già quando l'India era un'isola alla deriva, prima che si saldasse al continente asiatico. Questa antichità è la ragione di tutto il resto. Isolate abbastanza a lungo, queste foreste hanno prodotto specie che non esistono da nessun'altra parte al mondo. A differenza del


Lore Lindu, Sulawesi
C'è una linea che attraversa l'Indonesia e non si vede. La tracciò Alfred Russel Wallace a metà Ottocento, notando che su un lato vivevano tigri, scimmie ed elefanti, e sull'altro, poche decine di chilometri più in là, marsupiali e cacatua. Due mondi animali diversi separati da un braccio di mare, come se qualcuno avesse tirato un confine invisibile in mezzo all'arcipelago. Sulawesi sta a cavallo di quella linea. Non è mai stata attaccata a nessun continente: è un'isola oce


Darién, Panama
A Yaviza la strada finisce. La Panamericana attraversa il continente dall'Alaska alla Patagonia, quasi trentamila chilometri, e si interrompe qui, in un villaggio sul fiume Chucunaque. Da qui al confine colombiano ci sono cento chilometri di foresta senza una strada. È l'unica interruzione dell'intero percorso, e nessuno l'ha mai colmata. In mezzo c'è il Darién, la foresta protetta più estesa dell'America Centrale. Si stimano circa duemilacinquecento specie vegetali. Gli al


Luang Namtha, Laos
Nel nord del Laos, dove le foreste scendono dal confine cinese verso la piana del Mekong, si trova il Nam Ha. Duemila chilometri quadrati di foresta mista, semi-sempreverde, protetta dal 1993 e riconosciuta come Patrimonio ASEAN nel 2003. Un'area che i botanici descrivono come botanicamente unica, e che il resto del mondo conosce poco. Il sottobosco del Nam Ha è quello che immaginiamo quando pensiamo alla foresta tropicale: umido, fitto, stratificato. Orchidee gioiello sul


Andasibe-Mantadia, Madagascar
Quello che la maggior parte di noi sa del Madagascar viene da una manciata di immagini, e quasi nessuna riguarda la metà botanicamente più ricca dell'isola. L'idea popolare del Madagascar è fatta di baobab solitari, lemuri, savana arida. Sono immagini vere, ma vengono quasi tutte dall'ovest e dal sud. La metà orientale è un altro paese: tra l'oceano Indiano e l'altopiano centrale corre una scarpata coperta di foresta pluviale, con piogge che in alcuni punti superano i tremi


Papua, Indonesia
Esistono valli, in Nuova Guinea, in cui i botanici non hanno ancora messo piede. L'isola della Nuova Guinea, la più grande isola tropicale del mondo, è attraversata da una catena montuosa quasi continua. La catena divide l'isola da est a ovest, scende verso l'oceano da entrambi i lati, e raggiunge nel suo punto più alto i 4.884 metri sul Puncak Jaya, la montagna più alta del pianeta che sorge da un'isola. La metà occidentale dell'isola è oggi parte dell'Indonesia. La metà o


Sumatra
Sumatra è un'isola più grande della Spagna, e contiene almeno quattro climi botanicamente diversi. L'isola di Sumatra si estende per circa 470.000 chilometri quadrati lungo la costa occidentale dell'arcipelago indonesiano. Da nord a sud attraversa due fusi orari di latitudine, dall'equatore fino a circa sei gradi sud. Lungo la sua dorsale corre la catena dei Bukit Barisan, una catena vulcanica con cime che superano i tremila metri. Su un lato della catena, l'oceano Indiano.


Chocó, Colombia
Per una settimana intera, da qualche parte nel Chocó, può piovere senza interruzioni. Il Chocó è la regione che corre lungo la costa pacifica della Colombia, scendendo poi in Ecuador. È uno dei posti più piovosi del pianeta, con precipitazioni annue che in alcune zone superano i dodici metri d'acqua. Per dare un'idea: Milano ne riceve poco più di un metro all'anno. Il Chocó ne riceve, in certi punti, dodici volte tanto. Questa pioggia ha prodotto una foresta che non assom


Espírito Santo, Brasile
Lo stato di Espírito Santo, sulla costa atlantica del Brasile, è grande poco più del Lazio. Non ha le icone del Brasile turistico, ma ha una delle più alte concentrazioni di endemismi botanici del continente americano. La ragione è geografica: lo stato è quasi interamente coperto dai resti della Mata Atlântica, la Foresta Atlantica. La Foresta Atlantica era originariamente una fascia continua di foresta pluviale che si estendeva dal Rio Grande do Norte al Rio Grande do Sul.
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