Nel nord del Laos, dove le foreste scendono dal confine cinese verso la piana del Mekong, si trova il Nam Ha. Duemila chilometri quadrati di foresta mista, semi-sempreverde, protetta dal 1993 e riconosciuta come Patrimonio ASEAN nel 2003. Un'area che i botanici descrivono come botanicamente unica, e che il resto del mondo conosce poco.
Il sottobosco del Nam Ha è quello che immaginiamo quando pensiamo alla foresta tropicale: umido, fitto, stratificato. Orchidee gioiello sul pavimento della foresta. Cardamomo selvatico lungo i corsi d'acqua. Dipterocarpi che chiudono la volta a trenta, quaranta metri. Tra le radici degli alberi più antichi crescono le aracee che poi ritroviamo nelle nostre case, arrampicatrici, terrestri, semi-epifite, in forme che i coltivatori europei raramente vedono in stadio adulto.
Quello che colpisce del Nam Ha non è solo la densità biologica. È il silenzio con cui esiste. Nessuna spedizione botanica famosa. Nessun nome nella storia dell'esplorazione scientifica che vi sia associato. Una foresta che ha continuato a fare il suo lavoro senza che nessuno la raccontasse.
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