A Yaviza la strada finisce. La Panamericana attraversa il continente dall'Alaska alla Patagonia, quasi trentamila chilometri, e si interrompe qui, in un villaggio sul fiume Chucunaque. Da qui al confine colombiano ci sono cento chilometri di foresta senza una strada. È l'unica interruzione dell'intero percorso, e nessuno l'ha mai colmata.
In mezzo c'è il Darién, la foresta protetta più estesa dell'America Centrale. Si stimano circa duemilacinquecento specie vegetali. Gli alberi di cuipo superano i quaranta metri; oltre i settecentocinquanta la foresta diventa nuvolosa, dominata dalla palma mapora. Il Cerro Tacarcuna, la montagna più alta tra le Ande e il Panama occidentale, supera i milleottocento metri e dista trentadue chilometri dal mare. Sulla Serranía del Tacarcuna quasi un quarto delle specie non cresce altrove.
Il botanico Alwyn Gentry riteneva che il Chocó-Darién nascondesse più specie non ancora descritte di qualsiasi altra regione del pianeta. Non è una suggestione, è una conseguenza della geografia: dove non si arriva, non si raccoglie. Il Darién è rimasto impraticabile abbastanza a lungo da non essere mai stato esplorato per intero. Continuano a uscirne specie nuove.
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