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Cura del Philodendron

Introduzione

I Philodendron sono senza dubbio tra le nostre piante da interno preferite da coltivare. Con il loro fogliame tropicale spettacolare e le ridotte esigenze di manutenzione, rappresentano una scelta eccellente per arricchire qualsiasi ambiente interno. Questo genere è tra i più ricchi in assoluto, con quasi 1.000 specie, originarie delle foreste pluviali del Centro e Sud America.

 

Nel loro habitat naturale, crescono all’ombra della fitta chioma forestale, strisciando sul terreno o arrampicandosi sui tronchi grazie alle loro radici aeree.

Poiché il Philodendron è oggi una delle piante da interno più amate e diffuse, abbiamo creato questa guida completa per fornirti tutti gli strumenti necessari a mantenerli sani e felici nel tuo spazio.

Philodendron arrampicante o strisciante: quale ho?​

Prima di passare alla cura vera e propria, è importante capire che tipo di Philodendron possiedi.

I Philodendron si possono suddividere in due principali abitudini di crescita: arrampicanti e striscianti. Conoscere il comportamento naturale e le preferenze ambientali della pianta è fondamentale per aiutarla a prosperare in casa.

Philodendron arrampicanti

Molte specie di Philodendron sono naturalmente rampicanti: nel loro habitat utilizzano le radici aeree per aggrapparsi ai tronchi degli alberi. In ambiente domestico, hanno bisogno di un palo muschiato, una griglia o un tutore verticale per crescere verso l’alto. Questo stimola la formazione di foglie più grandi e una crescita più vigorosa. Esempi di Philodendron arrampicanti includono:

Philodendron ‘Florida Ghost’

Philodendron ‘White Princess’

Philodendron ‘Burle Marx’ Variegato

Se lasciati senza sostegno, i Philodendron rampicanti tendono a sviluppare fusti filanti e allungati, alla ricerca di un punto d’appoggio. Offrire una struttura di supporto permette loro di seguire il loro schema naturale di crescita, mantenendo un fogliame sano e compatto.

Philodendron striscianti

I Philodendron striscianti, come il Philodendron Mamei, crescono orizzontalmente lungo il suolo della foresta. Invece di salire, sviluppano lunghi fusti striscianti, e per questo motivo richiedono vasi larghi e poco profondi, capaci di seguire il loro ritmo naturale.

In questo caso, un palo muschiato non è necessario, ma è importante garantire spazio orizzontale sufficiente per preservare la bellezza e l’equilibrio del fogliame.

Di quanta luce ha bisogno il Philodendron?

I Philodendron prosperano in luce intensa ma indiretta.
Nel loro habitat naturale crescono sotto la fitta chioma degli alberi, ricevendo luce solare filtrata e diffusa. Anche se possono tollerare condizioni di luce più bassa, una luce insufficiente porterà a una crescita più lenta, foglie più piccole e fusti allungati.

 

Al contrario, una luce solare diretta e intensa può causare scottature fogliari, margini bruni e scolorimento del fogliame.

Le varietà variegate necessitano di più luce rispetto a quelle non variegate, per mantenere le loro splendide screziature. Se noti che la pianta sta perdendo la variegatura, spostala in un punto più luminoso oppure valuta l’uso di una grow light.

Una finestra esposta a est o a nord è l’ideale per la maggior parte dei Philodendron. Anche le esposizioni a sud o ovest possono andare bene, purché la luce venga filtrata da tende leggere per evitare l’eccesso di sole diretto.

Philodendron.jpg

Ogni quanto innaffiare il Philodendron?

Trovare il giusto equilibrio nelle annaffiature è fondamentale per mantenere il Philodendron in salute.

Queste piante amano un substrato costantemente umido, ma mai fradicio. L’eccesso d’acqua è uno degli errori più comuni e può causare marciume radicale, uno dei principali rischi per la sopravvivenza della pianta.

Come annaffiare correttamente:

  • Inserisci un dito nel terriccio: se i primi 5 cm sono asciutti, è il momento di annaffiare.

  • Usa acqua a temperatura ambiente, per evitare shock termici alle radici.

  • Annaffia abbondantemente finché l’acqua in eccesso non fuoriesce dal fondo del vaso,
    poi svuota sempre il sottovaso.

  • In inverno, riduci la frequenza delle annaffiature, poiché la pianta rallenta la crescita
    e richiede meno acqua.

Quando rinvasare il Philodendron?

I Philodendron vanno in genere rinvasati ogni 1–2 anni, a seconda della velocità di crescita. Alcuni segnali che indicano la necessità di un vaso più grande includono radici che fuoriescono dai fori di drenaggio, terriccio che si asciuga molto rapidamente dopo l’annaffiatura e crescita rallentata o foglie più piccole del normale.

Quando rinvasi, scegli un vaso di 2–5 cm più largo rispetto a quello attuale e assicurati che abbia fori di drenaggio. Il rinvaso non solo offre più spazio alle radici, ma permette anche di rinnovare il substrato, garantendo un migliore apporto di nutrienti.

Scegliere il giusto substrato per
il tuo Philodendron è cruciale
per farlo prosperare.

Il nostro Tropica Mix- Areacee, composto da bark, sfagno, perlite, pomice e fibra di cocco che ricreano l’ambiente soffice e arioso del sottobosco della foresta pluviale,
dove queste piante prosperano naturalmente.

Problemi comuni del Philodendron:
punte marroni, foglie afflosciate, parassiti

Punte delle foglie marroni

Le punte marroni nei Philodendron sono spesso il segnale di umidità ambientale troppo bassa, carenza d’acqua o accumulo di sali provenienti dall’acqua del rubinetto. Essendo piante tropicali, i Philodendron amano ambienti umidi; un’aria interna troppo secca può causare secchezza ai margini delle foglie.

Foglie afflosciate

Le foglie cadenti possono essere causate da eccesso d’acqua, disidratazione o stress termico.

  • L’eccesso d’acqua rende le foglie molli e appassite

  • La mancanza d’acqua provoca avvizzimento e arricciamento

  • Gli sbazi termici improvvisi, come quelli causati da condizionatori o termosifoni, possono generare uno shockalla pianta
     

Assicurati che la pianta si trovi in un ambiente stabile, senza correnti d’aria e con ritmi d’irrigazione regolari.

Parassiti

I Philodendron possono essere attaccati da parassiti, soprattutto in condizioni di aria secca e poca circolazione d’aria.

  • Il ragnetto rosso crea ragnatele sottili

  • Le cocciniglie farinose lasciano residui bianchi simili a cotone

  • Gli afidi si radunano sui nuovi germogli, succhiando la linfa della pianta
     

Controlla regolarmente la pianta, soprattutto sotto le foglie e lungo i nodi, e intervieni con olio di neem o sapone insetticida al primo segno di infestazione. Anche aumentare l’umidità può aiutare a tenere lontani questi ospiti indesiderati.

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