Sumatra è un'isola più grande della Spagna, e contiene almeno quattro climi botanicamente diversi.
L'isola di Sumatra si estende per circa 470.000 chilometri quadrati lungo la costa occidentale dell'arcipelago indonesiano. Da nord a sud attraversa due fusi orari di latitudine, dall'equatore fino a circa sei gradi sud. Lungo la sua dorsale corre la catena dei Bukit Barisan, una catena vulcanica con cime che superano i tremila metri. Su un lato della catena, l'oceano Indiano. Sull'altro, lo stretto di Malacca.
Questa geografia ha prodotto un'isola che non è un singolo ecosistema ma una sovrapposizione di ecosistemi. Le foreste pluviali di pianura della costa orientale, calde e relativamente secche. Le foreste pluviali di altitudine della dorsale, fredde e perennemente umide. Le torbiere delle pianure occidentali. Le mangrovie costiere. Ognuno di questi ambienti ha sviluppato la sua flora.
Per chi colleziona piante, Sumatra è meno conosciuta del Borneo o della Nuova Guinea, ed è un peccato. Le foreste umide d'altitudine di Aceh, nel nord dell'isola, ospitano un'endemicità che si sta cominciando a documentare solo adesso. Begonia, Hoya, alcune Nepenthes spettacolari, una varietà di aroidi che solo da pochi anni stanno arrivando nei circuiti europei. Molte specie nuove vengono descritte ogni anno.
Il problema, anche qui, è che il tempo a disposizione per studiarle è limitato. Sumatra ha perso più della metà delle sue foreste primarie negli ultimi cinquant'anni, principalmente per le piantagioni di palma da olio. Quello che resta è frammentato, e i frammenti rimasti contengono ancora una parte importante della biodiversità vegetale del sud-est asiatico. Studiare oggi le piante di Sumatra significa correre contro un orologio.
La domanda interessante non è cosa Sumatra abbia prodotto, ma cosa stia ancora producendo, e per quanto ancora.
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