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Kas Plateau, Ghati Occidentali

2 ago
Tempo di lettura: 1 min

Le montagne più antiche non sono le più alte. I Ghati Occidentali corrono per milleseicento chilometri lungo il fianco ovest dell'India, e sono più vecchi dell'Himalaya: una catena bassa, erosa, che esisteva già quando l'India era un'isola alla deriva, prima che si saldasse al continente asiatico. Questa antichità è la ragione di tutto il resto. Isolate abbastanza a lungo, queste foreste hanno prodotto specie che non esistono da nessun'altra parte al mondo.
 
A differenza delle foreste equatoriali che restano umide tutto l'anno, qui comanda il monsone. Per alcuni mesi cade una pioggia tra le più intense del pianeta, poi arriva la stagione secca, e la vegetazione vive di questo respiro alterno. Su settemilaquattrocento specie di piante a fiore, più di cinquemila non crescono altro che qui. Nelle valli sopravvivono le foreste Shola, isole di bosco antico circondate da praterie d'alta quota, e le Myristica swamp, paludi d'acqua dolce dominate da parenti selvatici della noce moscata, tra le formazioni forestali più rare e minacciate dell'Asia.
 
Il Kas Plateau è il momento in cui tutto questo si vede. Per poche settimane dopo il monsone, un altopiano di roccia lavica si copre di centinaia di specie erbacee che fioriscono tutte insieme, molte delle quali vivono solo lì e solo allora. È una foresta che si comporta come un fiore: appare, dà tutto in una volta, e si ritira.
 
Poco di tutto questo arriva nelle nostre case. Le piante dei Ghati sono quasi assenti dal collezionismo, troppo legate al loro ciclo di pioggia per adattarsi a un vaso. Restano una delle grandi flore del mondo che si possono ancora conoscere solo andandoci.

Dal N. 09.2026 del 02.08.2026

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