Il Philodendron Squamiferum è una di quelle specie che si memorizzano in un istante.
I piccioli sono coperti di setole rigide, rosso-arancio, simili a peli corti, che danno alla pianta un dettaglio tattile e visivo che nel genere non si trova altrove. È una caratteristica così specifica che la specie è stata nominata per quella: Squamiferum significa, in latino botanico, "che porta scaglie."
Le foglie sono verde scuro lucido, lobate, divise in cinque parti principali a maturità. La forma ricorda lontanamente quella di certi aceri, ma con una consistenza completamente diversa. Spesse, leggermente coriacee, sostenute da quei piccioli inconfondibili. Originario delle foreste del nord del Sud America, dal Brasile alla Guyana, lo Squamiferum è una pianta rampicante che in natura sale lungo i tronchi degli alberi e in casa apprezza un tutore di muschio.
C'è una cosa che rende lo Squamiferum particolarmente interessante per chi colleziona Philodendron. È una specie visivamente eccentrica che si comporta come una specie facile. Vuole luce indiretta brillante, umidità medio-alta, un substrato drenantissimo a base di bark e sfagno. Cresce relativamente velocemente quando è in vegetazione. Non chiede attenzioni particolari, non collassa al primo errore di annaffiatura, non aspetta sei mesi per produrre una foglia nuova come fanno altre specie più desiderate del genere.
Ci sono piante che mettono alla prova chi le coltiva, e piante che semplicemente esistono accanto a chi le coltiva. Lo Squamiferum appartiene alla seconda categoria, ed è una compagnia interessante: una pianta strana che si lascia conoscere, e che continua a sorprendere ogni volta che produce una nuova foglia.
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