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Labisia Pumila

2 ago
Tempo di lettura: 1 min

Fino a qui, in questa rubrica, abbiamo parlato quasi solo di aracee. La Labisia non lo è, e proprio per questo vale la pena guardarla. Appartiene alle Primulaceae, cresce nel sottobosco delle foreste della Malesia, di Sumatra, del Borneo, e ha un aspetto che non somiglia a nulla di quello che si tiene di solito in casa. Foglie strette e allungate, disposte in rosetta bassa, con una superficie vellutata che sotto certe luci diventa quasi metallica e un rovescio rosso scuro.
 
È una pianta lenta e discreta. Non cresce verso l'alto, non riempie una stanza, non fa scena. Si sviluppa poco alla volta, aggiungendo foglie a una rosetta compatta, ed è il tipo di pianta che si apprezza da vicino, non dall'altra parte del salotto. In coltivazione chiede ombra, non luce forte. Anzi, è una delle poche piante in cui la luce intensa fa danno estetico prima che fisiologico: sbiadisce esattamente quella lucentezza metallica per cui la si coltiva.
 
C'è poi una seconda vita che questa pianta conduce lontano da noi. In tutto il mondo malese la Labisia pumila si chiama Kacip Fatimah, ed è una delle piante medicinali più importanti e radicate della regione, usata da secoli e ancora oggi venduta nei mercati e nelle farmacie. Non la coltiviamo per questo, e non è questo il punto, ma è un buon promemoria: le piante sulle nostre mensole arrivano quasi sempre con storie lunghe, molto più vecchie del nostro modo di guardarle.

Dal N. 09.2026 del 02.08.2026


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