Le foglie sembrano coperte di una polvere argentata che cattura la luce e la rimanda di nuovo.
L'Alocasia 'Venom' è un cultivar di selezione orticola, comparso nel mercato dei collezionisti negli ultimi anni e diventato una delle Alocasia più riconoscibili in circolazione. Le foglie adulte hanno una superficie predominantemente argentea, percorsa da venature verde scuro che disegnano una reticolazione ben visibile. Sotto certe luci la pianta sembra metallica, sotto altre quasi vellutata. Il rovescio delle foglie, in netto contrasto con la parte superiore, è di un violetto profondo che si rivela solo quando una foglia si solleva o si gira controluce.
A differenza delle Alocasia di provenienza certa, come la reginula o la cuprea, la Venom non ha una storia naturale a cui appellarsi. È un'opera di selezione, nata in vivaio perché qualcuno ha deciso che avrebbe avuto un mercato. Non è un fatto che vale la pena nascondere. Le piante orticole esistono da quando esistono i giardini: rose, tulipani, dahlie, tutte le grandi famiglie del giardinaggio sono state plasmate per generazioni dal gusto umano. La Venom è semplicemente l'ultimo passaggio di una storia molto vecchia, applicata adesso al mercato delle aracee da appartamento.
In coltivazione è una pianta che chiede attenzione. Vuole umidità alta, costante, sopra il sessanta percento, e una luce indiretta brillante senza sole diretto. Substrato drenante a base di bark, perlite e sfagno, mai inzuppato. Le radici delle Alocasia non perdonano i ristagni d'acqua, e la Venom non fa eccezione. Coltivata con questi accorgimenti, produce una foglia nuova ogni tre o quattro settimane in piena vegetazione.
C'è qualcosa di interessante nel guardare una pianta come la Venom con consapevolezza. Non è un pezzo di foresta, non è un esemplare strappato a una geografia che sta scomparendo. È un oggetto culturale, costruito per piacere a un certo tipo di sguardo, in un certo momento della storia del collezionismo. Vederla per quello che è non la rende meno bella. La rende solo onesta.
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