All'inizio si dice sempre di sì. Ogni pianta è una decisione a sé, presa per una foglia, per un prezzo, per un caso. Le prime dieci arrivano così, e va benissimo, è così che comincia chiunque.
Poi succede una cosa strana. Vedi una pianta bellissima e non la prendi. Non perché costa troppo, non perché è difficile, non perché non ti piace. La lasci lì perché non c'entra con le altre.
Nessuno insegna a farlo, e non si impara in fretta. Serve avere abbastanza piante da accorgersi che insieme dicono qualcosa, e serve accettare che quel qualcosa lasci fuori il resto. Chi ha duecento piante prese una alla volta ha duecento piante. Chi ne ha trenta che stanno insieme per una ragione ha una collezione. Non è il numero a fare la differenza, è il criterio. E un criterio, per esistere, deve saper escludere.
Da lì in poi le scelte diventano più difficili, non più facili. Ogni pianta nuova deve rispondere a qualcosa che non hai mai scritto da nessuna parte e che però conosci benissimo. A un certo punto è la collezione a dire di no al posto tuo.
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